Osteopatia Biodinamica

L'Osteopatia Biodinamica (OBC), trae origine direttamente dal pensiero di A. T. Still e W. G. Sutherland, fondatori dell'Osteopatia. A Metà del 1930 Sutherland (fondatore dell'osteopatia craniale) si occupò della fluttuazione del liquido cefalo rachidiano (LCR), guidata da quello che lui chiamò Meccanismo Respiratorio Primario (MRP). Sutherland descrisse la circolazione del LCR verso il basso e intorno alla colonna in una modalità di pulsazione ritmica e spiraliforme.

Sutherland, negli ultimi 10 anni della sua vita, inizia a descrivere il MRP come mosso da forze esterne, che chiamò "Respiro di Vita", egli descrive un sistema Poliritmico, ritmi di 2-3 cicli al minuto ed altri ancora più lenti come la "Marea Lunga" di 6 cicli ogni 10 min; queste armoniche sembravano in relazione con la salute del paziente.
Quando Sutherland pubblica nel 1938 le sue intuizioni, l'osteopatia sta attraversando un periodo di riduzionismo, molti operatori si focalizzavano solo sugli aspetti meccanici dei principi e della pratica dell'osteopatia.
L'osteopata americano James Jealous porta avanti, insieme ad alcuni allievi di Sutherland (R. Becker e R. Fulford), lo studio da lui iniziato negli ultimi anni della sua vita, attingendo il termine Biodinamico dagli studi dell'Embriologo Tedesco Erich Blechsmidt. Nasce così l'Osteopatia Biodinamica in ambito Craniale (OBC).

Nell'osteopatia biodinamica viene dato grosso rilievo al concetto di salute. La salute non rappresenta il rovescio della medaglia della malattia, nella malattia e nella lesione osteopatica c'è comunque una condizione di salute che continua ad operare. La Tecnica" dell'osteopatia biodinamica non è tanto rivolta alle lesione osteopatica, quanto piuttosto alla salute che è presente all'interno della stessa lesione.

Il neutro è alla base di qualsiasi trattamento Osteopatico, lavorare sul neutro significa ottenere una risposta del Sistema Nervoso Autonomo (SNA), verso un equilibrio.

L'approccio Biodinamico mira ad ottenere un "Neutro globale" (la parte in lesione uniformizza la sua tensione con quella del resto del corpo). Il Neutro in questo caso è ottenuto grazie ad un bilanciamento del SNA indotto dalla sincronizzazione dell'operatore con i ritmi più lenti della respirazione primaria.


Già Platone in un dialogo con l'amico Carmide dice:

"Non dovresti curare gli occhi senza curare la testa o la testa senza curare il corpo. Così anche non dovresti curare il corpo senza curare l’anima. Questo è il motivo per cui la cura di molte malattie è sconosciuta ai medici, perché sono ignoranti del Tutto che anch’esso dovrebbe essere studiato, dal momento che una parte specifica del corpo non potrà stare bene a meno che non stia bene il Tutto”


E' a tal proposito J.Jealous nel libro Odissea Osteopatica scrive:

" Trattare le singole parti del corpo per ricostruire il tutto è un fallimento scientifico. La funzione di integrità è necessaria per lo sviluppo e la salute delle varie parti del corpo. La vita raggiunge le singole parti del corpo attraverso il tutto. Quando sentiamo il tutto...le singole parti del corpo sono riallineate e nutrite."


VALUTAZIONE E TRATTAMENTO
L’operatore, innanzitutto valuta i movimenti dei tessuti e dei fluidi corporei, appoggiando delicatamente le mani (principalmente su cranio, sacro, colonna, caviglie, ventre) e successivamente, cerca di ristabilire un riequilibrio, favorendo le funzioni della linfa, dei liquidi intra ed extra cellulari e ancora cefalo-rachidiani.

In questo modo il paziente si riconnette con la sua stessa natura, ovvero con le strutture embriologiche originarie ripercorrendo durante il trattamento le varie tappe di sviluppo delle diverse strutture in modo da avviare un processo di autoguarigione, tramite la riorganizzazione di eventuali disequilibri, che possono aver perturbato l'organismo, in qualsiasi momento recente o remoto.